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Le protesi e noi – Storia delle Protesi

Le Protesi e Noi

Le Protesi e noi è una breve retrospettiva sulla storia delle protesi, a partire dal ritrovamento in Baviera, di una mano artificiale risalente a 600 anni fa

Di pochi giorni fa la notizia del ritrovamento di una protesi umana risalente a 600 anni fa.

La scoperta a cura di un gruppo di archeologi tedeschi è avvenuta in Baviera, in prossimità dello scheletro di un uomo. I ricercatori, tramite datazione al carbonio, hanno collocato la morte dell’uomo ad un’età tra i 30 ed i 50 anni, tra il 1450 ed 1620.

La protesi è stata realizzata in ferro e sostituiva quattro dita della mano mancanti. Cava sulla mano sinistra ha sostituito l’indice, il medio, l’anulare e il mignolo con dita artificiali in lamiera. Le dita protesiche sono immobili,ricurve e parallele. La protesi era probabilmente legata al moncone della mano ed al suo interno è stato trovato un materiale simile ad una garza, che il portatore potrebbe aver usato per attutire l’azione dell’arto artificiale sul moncone della mano. 

Lo scheletro, il reperto della mano artificiale ed i raggi X. Immagini tratte dal lavoro di Ricerca Tedesco

La protesi di Gotz Von Berlichingen

I ritrovamenti precedenti di oltre 50 reperti simili, confermano la discreta diffusione in Europa di questo tipo di dispositivo dal tardo Medioevo fino al primo periodo moderno (fino quasi al 1800).

Una delle più avanzate venne indossata dal cavaliere tedesco del XVI secolo Götz von Berlichingen che aveva perso la mano destra a causa di un colpo di cannone. Gli venne costruita una protesi “mobile” e “tecnicamente estremamente complessa”. 

Le giunture della mano metallica permettevano a Gotz di combattere, cavalcare, prendere un bicchiere e addirittura scrivere con la piuma d’oca. Nella sua autobiografia resa celebre dal dramma di Goethe Götz von Berlichingen, definisce la sua protesi gli sia stata più utile di quella vera, perduta in battaglia.

Copertina del dramma di Goethe ispirato all'autobiografia del cavaliere Gotz Von Berlichingen

Le protesi nell’antichità

Nel 2020 una protesi del primo dito del piede di una donna è stata rinvenuta nei pressi del Cairo, in un sito databile al X secolo a.C. .
La protesi, IN legno e pelle, è assemblata in modo da potersi piegare.

Le indagini condotte dagli studiosi, che hanno analizzato la forma e i segni di usura, hanno stabilito che la protesi dava effettivamente benefici posturali e di equilibrio a chi la indossava. In questo caso una donna vissuta circa tremila anni fa.

Gli egizi preparavano con cura il corpo per il viaggio nell’aldilà e non sono rari i ritrovamneti  di mummie  con appendici artificiali: dita, mani, piedi e persino organi sessuali.
Questi tuttavia fungevano da rimpiazzo estetico,  per “riempire uno spazio”.
Il Cairo Toe invece,suggerisce un utilizzo meccanico molto più funzionale, tale da far dedurre che le conoscenze di anatomia e meccanica fossero, per questa straordinaria cultura, sorprendentemente avanzate.

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Immagini del Cairo Toe, l'antichissima protesi Egizia rinvenuta nel 2020

Nel 2007 , in un antico cimitero in Cina è stata scoperta una protesi per gamba con all’estremità uno zoccolo di cavallo: era attaccata al ginocchio deformato del suo proprietario, un uomo vissuto 2.200 anni fa.

glia rcheologi stessi nella ricerca su “Chinese Archeology” raccontano lo stupore delgi scavator, che hanno capito presto che la gamba sinistra dell’uomo era deformata, con femore, rotula e tibia fusi insieme e fissati a 80 gradi».

Il ginocchio, colpito da un’anchilosi, avrebbe reso difficile camminare o cavalcare. L’uomo non avrebbe potuto distendere la gamba sinistra ma, grazie alla protesi, sarebbe almeno riuscito a toccare il suolo col piede. Lo zoccolo di cavallo alla fine della protesi agiva come un piede.

La protesi era fatta di legno di pioppo, con sette buchi lungo i due lati e delle cinghie di cuoio per attaccarlo alla gamba deformata, scrivono i ricercatori. «La parte più bassa della gamba era avvolta in un corno di bue e finiva con uno zoccolo di cavallo, che avrebbe dovuto aumentare adesione e abrasione. La forte usura sulla parte in alto ci dice che venne utilizzata per molto tempo».

 

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Ricostruzione grafica a cura di Chinese Archeology

Età Classica 

L’unica altra protesi di gamba al mondo, risalente a quell’epoca (300 a. C.) era stata trovata in Italia a Capua. Questa era in bronzo e legno e costruita per un amputato transtibiale.

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La Capua Leg, distrutta sotto un bombardamento durante la II Guerra Mondiale

Nel 424 a.C., Erodoto, ha scritto di un veggente persiano che fu condannato a morte dagli spartani, ma riuscì a fuggire amputandosi il piede e sotituendolo con un pezzo di legno per camminare 30 miglia fino alla città più vicina.

Lo studioso romano Plinio il Vecchio (23-79 dC) riportò  la storia di un generale romano, Marco Sergio, la cui mano destra fu tagliata in battaglia e si fece fare una mano di ferro per tenere il proprio scudo in modo che potesse tornare a combattere.

Medioevo

Il Medioevo vide uno scarso avanzamento in ambito delle protesi, all’epoca costruite per nascondere le deformità o lesioni subite in battaglia, con scarsa attenzione alla funzionalità. 

 

Tuttavia la specializzazione di artigiani, armaioli e fabbri nella progettazione e la creazione di arti artificiali hanno contribuito a rendere le protesi sempre più funzionali : un esempio sono gli orologiai, che con la loro perizia hanno aggiunto intricate funzioni interne con molle e ingranaggi (Fig.2).

Rinascimento

Il Rinascimento ha inaugurato nuove prospettive dell’arte, della filosofia, della scienza e della medicina.

Col graduale abbandono dell’oscurantismo ed una rinnovata attenzione alle scoperte mediche dei Greci e dei Romani, il Rinascimento ha dimostrato di essere una rinascita nella storia della protesi.

Le protesi in questo periodo sono generalmente fatte di ferro, acciaio, rame e legno e acquistano oltre che un ruolo estetico anche un ruolo funzionale.

Proprio a questo periodo appartiene Ambroise Paré barbiere/chirurgo dell’esercito francese, considerato da molti il padre della chirurgia moderna.

Oltre ad introdurre le procedure di amputazione moderna (1529) e di costruzione delle protesi di arti inferiori (1536), ha anche inventato una protesi sopra il ginocchio, una gamba di legno con ginocchio articolato e piede in posizione fissa, blocco di controllo al ginocchio e altre caratteristiche tecniche che sono utilizzate nei dispositivi di oggi.  Il suo lavoro ha mostrato la prima vera idea di come dovrebbe funzionare una protesi. 

Nel prossimo articolo vi parleremo degli sviluppi ulteriori in ambito protesico, dal Rinascimento al 900.

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Disegno delle Protesi di Gamba e Mano progettate da Ambroise Parè

Fonti

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