Fase 1) STESURA DEL MODELLO E SVILUPPO

L’immensità delle nostre pareti: metaforicamente il nostro personale ponte Milvio.
Ci riferiamo ai muri della sede legale sita a Simeri Crichi e alle forme prese su misura e appese sugli stessi. Le forme sono i nostri lucchetti del ponte, come simbolo del grande valore e dell’unicità di ogni nostro paziente: dietro ogni lucchetto c’è una storia, dietro ogni forma una possibilità, un miglioramento della qualità della vita, un vostro sorriso ricevuto con cordialità.

Ma a cosa servono tutte queste forme? Vengono utilizzate per la creazione di scarpe su misura, un’operazione estremamente complessa, ma non per i nostri abili esperti del settore che, con occhio attento e mani preparate e salde, lavorano con molta cura e accortezza al servizio dei bisogni dei nostri clienti.

Esse rappresentano una parte concreta del raccolto seminato in tutti questi 40 anni di esperienza, un ricordo di tutte quelle persone a cui abbiamo realmente migliorato la qualità della vita, un retaggio di storie, imprevisti, problematiche di vario genere che voi avete scelto di condividere con noi e di accettare il nostro contributo, il nostro aiuto e noi non possiamo che esserne immensamente grati.


Esse vengono utilizzate per la realizzazione di scarpe su misura.
Da dove si parte precisamente? Sembrano esserci così tante fasi concatenate che dal di fuori viene difficile sbrogliare la matassa arrivando alla parte iniziale del gomitolo.
La procedura si scandisce nell’osservazione della forma in tutta la sua interezza, sembra banale e quasi ovvio come passaggio iniziale, ma serve sostanzialmente per visualizzare mentalmente in anticipo la struttura che avrà la scarpa coordinando le sue misure. Per poi procedere con la stesura del modello e del suo sviluppo.
Una figura professionale ibrida tra uno stilista che effettua lo schizzo, un modellista tecnico di calzature che riproduce il prototipo da comporre, un artigiano che produce il tutto interamente a mano, un calzolaio che si destreggia tra gli strumenti al fine di garantire una progettazione ottimale del modello finale.
Ogni piccolo tassello della scarpa, richiederà il materiale più consono: da quello usato per la parte interna che deve garantire una certa comodità dovendo poggiare il piede, alla pelle per l’involucro esterno, al tramezzo (che è una striscia di cuoio posta tra la suola interna e l’esterno).
Gli stessi componenti richiederanno necessariamente anche un accessorio diverso da utilizzare per la loro lavorazione: taglierini appositi, a coltellini di precisione, punteruolo da cucito…
Una volta stilato il progetto, il modello è pronto per essere riportato e realizzato!!! 

 

Come potete notare nel video, la seconda fase del processo di strutturazione dello scheletro di una calzatura è molto pratica: si tratta della traslazione del progetto dalla carta al materiale, lo sviluppo concreto quindi del modello per poi passare all’incisione dello stesso.
Successivamente quindi bisognerà tagliare l’intera composizione a mano assicurandosi che ogni pezzo corrisponda al modello, tenendo quest’ultimo come punto di riferimento e considerando alcuni centimetri da lasciare per favorire la parte che concerne la cucitura, altrimenti definita orlatura, che richiede meticolosità e pazienza (ne parleremo in seguito, quando tratteremo della seconda fase del processo di creazione della calzatura fatta su misura).
Le componenti della scarpa iniziano a definirsi in modo chiaro: la tomaia e la fodera.

 

La tomaia è la sezione superiore di una calzatura, si può dire che ricopre ed avvolge tutto il piede.
Il suo taglio richiede professionalità e meticolosità. I movimenti vengono effettuati in modo corretto da estimatori dei materiali utilizzati, da conoscitori del settore che portano con sé un bagaglio pieno di anni di esperienza. E noi ci ritroviamo ad abbracciare questa consapevolezza di avere dei laboratori popolati da persone professionali, fidate, precise, preparate, impeccabili.
È importante valutare ogni singolo dettaglio così da non rischiare di rovinare il materiale ed essere costretti in qualche modo a scartarlo e ripartire con il procedimento. Bisogna tenere in considerazione la sua “elasticità” e far sì che garantisca una sorta di “allungamento” o meglio flessibilità, per acconsentire il suo tirare plasmandolo su tutta la superficie ed allo stesso tempo il suo adattarsi perfettamente alle forme della scarpa che si sta creando.

La fodera è l’imbottitura, la parte interna.
Essa può essere più pesante per garantire una maggior intensità di calore, come difatti accade con le scarpe invernali, o più leggera e traspirabile, per quelle estive.
E’ situata sotto la tomaia, deve essere più impercettibile possibile a livello di spessore in modo da assicurare comodità al piede, dato che tra l’altro è l’unica parte che, per quanto possa essere “invisibile”, sta realmente a contatto con il nostro piede.
Generalmente è il plus che in qualche modo protegge la tomaia, nel senso che in assenza della fodera si potrebbe incorrere nella deformazione della tomaia stessa distorcendo la struttura della scarpa. Funge da sostegno.