Alluce Valgo

OTR Ortopedia - Alluce valgo

Buongiorno cari lettori, oggi tratteremo di una deformazione concernente il primo dito del piede, che si palesa visivamente con una deviazione dello stesso ed una prominenza laterale del primo osso metatarsale, quindi uno delle cinque ossa lunghe presenti tra le ossa tarsali e le falangi, queste ultime situate in prossimità di ogni dito. Oltre alla deformazione, è caratteristica anche l’infiammazione recidiva della parte sita alla base dell’alluce, che si manifesta con la classica forma “a cipolla” e che scientificamente e a livello medico rappresenta una protuberanza equivalente alla borsite.

E’ importantissimo non trascurare i sintomi originari in quanto può portare ad una progressiva degenerazione della patologia: dapprima infiammazione, arrossamento e lieve spostamento dell’alluce verso il secondo dito, successivamente può andare ad intaccare nella totalità la struttura scheletrica alterando la conformazione quindi l’alluce può inclinarsi a tal punto da situarsi sotto le altre dita con questa sorta di accavallamento dello stesso, andando ad intaccare anche la pelle che ricopre la zona interessata.

Ma andiamo ad esaminare in modo maggiormente dettagliato sia le cause che i primissimi sintomi…

Le cause possono essere di natura congenita, quindi predisposizione genetica ed ereditarietà del disturbo a livello familiare, e predisposizione, come per esempio nel caso dei piedi piatti è presente una probabilità in più di comparsa dell’alluce valgo, ma anche acquisite o secondarie causate per esempio per via dell’ausilio di calzature poco adatte al benessere del piede e alla sua struttura, quindi magari con la pianta stretta, con la punta “a triangolo”, portando le dita dei piedi ad assumere una posizione innaturale, lesioni a carico del piede, problemi posturali o di peso, principio di artrite reumatoide, possono essere responsabili dell’insorgenza di questa patologia.

Per quanto concerne i sintomi, invece, essi possono essere chiaramente differenti e variare da persona a persona (dolore al secondo dito e non all’alluce, dolore marcato in tutta la parte interessata senza però avere una malformazione visiva troppo pronunciata, ad ogni modo i comuni segnali a livello locale, quindi che interessano il piede, sono rappresentati dalla presenza di un’intumescenza sottostante all’alluce, che apporta gonfiore ed arrossamento ed ispessimento della pelle; dolore reiterato nel tempo oppure ad intermittenza che producono di conseguenza una capacità motoria molto limitata per ovvi motivi.

Vogliamo inoltre sottolineare le conseguenze del sottovalutare questo disturbo, aldilà della degenerazione scheletrica e muscolare locale, sono presenti anche delle conseguenze posturali che riguardano il ginocchio valgo provocando dolore sulla zona rotulea interna del ginocchio stesso, rigidità delle anche ed accentuazione della curva lombare associata a lombalgia cronica.

Come viene diagnosticato? Di base anche il solo guardare l’alluce basta per diagnosticarlo essendo la deformità ossea a tal punto evidente. La valutazione a livello clinico si serve dell’esame baropodometrico per rilevare in posizione statica e dinamica la distribuzione dei carichi sul piede e quindi anche il grado di pressione che si esercita sull’alluce e che esso riesce a “sopportare” rilevando quanto possa essere compromesso.

Possiamo prevenirlo? Consigliamo di camminare con scarpe dalla base più ampia e dalla tomaia meno stretta ed invasiva così da assicurare più spazio alle dita dei piedi, di inserire un bendaggio in grado di garantire al piede una posizione corretta e che possa apportare un minimo di sollievo, di assumere ovviamente antidolorifici e cortisone così da ridurre dolore e gonfiore, applicare eventualmente il ghiaccio o creme anti-infiammatorie nella zona interessata, ma come possiamo esserti d’aiuto in modo concreto noi di OTR Ortopedia? Offrendoti i prodotti più indicati per optare verso scelte preventive e trattamenti conservativi qualora si riesca a trarne giovamento senza ricorrere ad un intervento chirurgico ed essendo ancora in una fase ottimale per poter intraprendere questa strada: si tratta di due semplici ma utilissimi modelli di divaricatori e protettori per alluce! E’ formato da un materiale morbido, elastico, resistente ed ultra confortevole in Tecniwork Polymer Gel apportando maggiore sollievo, divaricando e allineando le dita portandole alla posizione originaria e corretta prevendendo anche a formazione di un’eventuale callosità e proteggendo la zona interessata, rigonfia ed arrossata dallo sfregamento con la calzatura così da evitare l’attrito e la pressione e scongiurando l’ingombro all’interno della calzatura.

Dr Gibaud _ Manugib _ Tutore Polso

OTR Ortopedia - Filiale di Lamezia

Buongiorno lettori, oggi vogliamo presentarvi un prodotto della Linea Ortho della Dr. Gibaud: si tratta di un dispositivo medico, un tutore che riesce a limitare i movimenti del polso. L’articolo fornisce l’immobilizzazione grazie alla presenza di una stecca palmare rigida modellabile, due stecche dorsali e quattro cinghie di regolazione la cui cooperazione apporta il comfort necessario, l’adatta ergonomia nonché la propensione verso un posizionamento molto semplice del braccio così da non arrecare fastidio…

OTR Ortopedia - Filiale di Lamezia
OTR Ortopedia - Filiale di Lamezia
OTR Ortopedia - Filiale di Lamezia

Come si indossa? Il tutore và indossato come un guanto. Sincerarsi che la stecca palmare sia in asse con l’avambraccio e stringere e regolare le cinghie (che tra l’altro possono essere tagliate in base alle proprie necessità) così da ricevere il giusto sostegno rigido ma senza intaccare il lato confortevole del prodotto.

OTR Ortopedia consiglia l’ausilio di un tutore polso al fine di limitare il più possibile i vari movimenti dello stesso! Vediamo insieme in quali situazioni può essere indicato l’utilizzo…!

OTR Ortopedia - Filiale di Lamezia

Sindrome del Tunnel Carpale

OTR Ortopedia - Tunnel carpale - Dr. Gibaud

La Sindrome del Tunnel Carpale è una patologia molto comune, diffusa e conosciuta, che causa dolore al polso, solitamente anche formicolio alle mani e tende a formarsi per via di determinate abitudini, del reiterato utilizzo del polso, di alcuni movimenti che vengono effettuati.

Si tratta di una neuropatia, che consiste nella compressione di un nervo. La compressione di un nervo può avvenire anche in altre parti del corpo, è il caso del Neurema di Morton, del tunnel tarsale e radiale.

Cos’è il tunnel carpale? Come anticipa la definizione stessa, il tunnel carpale diciamo che è un tunnel, una specie di arco che nasce tra il polso e il palmo della mano da cui passano nove tendini ed un nervo, denominato nervo mediano che dall’ascella si estende fino alle dita della mano. Il nervo mediano garantisce una funzionalità sia sensitiva che motoria, dal momento che permette il movimento delle dita.

Questo spazio è molto stretto ed anche una piccolissima variazione o un banale movimento più brusco può rendere quella superficie labile causando la compressione del nervo per via della pressione del tunnel in aumento, un consequenziale diminuire del flusso sanguigno che apporta una limitazione del flusso sanguigno.

Distorsioni e stiramenti

OTR Ortopedia - Distorsioni e stiramenti - Dr. Gibaud

Cos’è la distorsione? la distorsione consiste in un danneggiamento di un’articolazione a causa di un trauma oppure una rottura dei legamenti per via di movimenti bruschi di torsione e rotazione. Spesso avviene nel corso di attività sportive o a lavoro e frequentemente vengono colpiti la caviglia, il ginocchio e la spalla.

Possiamo riconoscere tre gradi esistenti di distorsione: 1) quando non c’è effettivamente distorsione, ma solo lo stiramento; 2) quando i legamenti si rompono in modo parziale o totale ma l’articolazione risulta essere ancora stabile; 3) quando i legamenti si rompono generando però l’instabilità dell’articolazione è maggiormente marcata in quanto le due parti risultano essere troppo lontane (ciò che accade in particolare nel ginocchio).

Mancanza di funzionalità del ginocchio, dolore, qualora fossero presenti rotture di vasi sanguigni potremmo trovarci di fronte a tumefazione edematosa e/o emorragica, sensazione di calore avvertito nella zona interessata.

 

Mentre la distorsione è un danneggiamento dei legamenti, lo stiramento è un danneggiamento che subisce un muscolo a causa di sforzi fisici che portano alla distensione ed alla lacerazione delle fibre, che provoca la perdita della funzione contrattile.

Accade soprattutto con i muscoli della schiena, della gamba, per traumi sportivi o sollevamento di un peso eccessivo. Gli strappi muscolari possono essere classificati in questo modo: 1) vengono sfoltite poche fibre, quindi il danno è lieve e il muscolo mantiene la sua funzione contrattile nonostante sia dolorante e gonfio; 2) il danneggiamento è maggiore, sono colpite più fibre, sono presenti dolore, gonfiore, c’è una sostanziale perdita di forza, lividi e rossori nella suddetta zona; 3) le fibre sono lacerate nella totalità, vi è una completa perdita di forza, gonfiore e lividi.

Tendinopatia del polso

OTR Ortopedia - Tendinopatia del polso - Tutore polso - Dr. Gibaud

La tendinopatia del polso, definita anche tendinite o tenosinovite del polso è una condizione infiammatoria che colpisce i tendini passanti per il polso e le guaine sinoviali che li avvolgono. A volte è un processo degenerativo e dipende da una pluralità di cause come per esempio la conformazione anatomica del polso, movimenti reiterati nel tempo effettuati dalla mano ed includendo il polso, la presenza di una malattia reumatica, sovraccarichi funzionali improvvisi.

La tendinite innesca il dolore e questa sensazione porta all’infiammazione.

Artriti

OTR Ortopedia - Artriti - Tutore polso - Dr. Gibaud

Le artriti sono infiammazioni croniche delle articolazioni. Tali infiammazioni derivano da cause sconosciute ma possono causare una pesante e consistente deformazione delle articolazioni che spegne la capacità di compiere i compiti quotidiani più semplici.

I sintomi principali dell’artrite sono dolore, gonfiore, rossore e rigidità delle articolazioni. Oltre a questo, in base al tipo di artrite, c’è la possibilità che appaiono altri sintomi quali per esempio febbre e “tofi”, che corrispondono a delle vere e proprie tumefazioni.

Fase successiva alla dismissione del gesso

OTR Ortopedia - Fase successiva alla dismissione del gesso - Tutore polso - Dr. Gibaud

In seguito ad una frattura ossea, per ovvi motivi, viene utilizzato il gesso: il supporto più efficace grazie alla propria rigidità che riesce ad apportare un elevato sostegno e ad immobilizzare la parte del corpo danneggiata così da avviare il processo di guarigione del tessuto il quale, qualora gli fosse concesso il movimento, non sarebbepossibile avviare e sarebbe presente una difficoltà seria nel corretto riallineamento delle ossa danneggiate.

Al contempo il gesso provoca, quando lo indossiamo, l’immobilizzazione dell’arto interessato quindi anche una sorta di dimenticanza da parte del cervello di come si muove il braccio, la gamba, e via discorrendo… ecco il motivo per il quale è utile nonché di fondamentale importanza la fisioterapia: così da recuperare durante il processo di riabilitazione la forza, il tono muscolare e la piena mobilità dell’articolazione in questione.

Borsiti

OTR Ortopedia - Borsiti - Tutore polso - Dr. Gibaud

Cosa sono le borse? Le borse costituiscono delle piccole sacche ripiene di liquido, esse sono poste tra due tendini oppure tra tendine e pelle, fungono da protezione delle strutture sottostanti, così da evitare eventuali sollecitazioni. Le borse sono presenti in più parti del corpo, ma le più importanti sono presenti in determinati punti strategici quali per esempio il ginocchio, l’anca, la spalla, costituiscono una sorta di cuscinetti di liquido che migliorano i carichi e la pressione in generale su tutto l’arto e grazie alla loro presenza i tendini non sfregano con le ossa.

Le borsiti costituiscono l’infiammazione delle borse. Esse figurano in due gruppi: quelle infiammatorie, come la borsite da sfregamento, la borsite chimica e quella settica, e quelle emorragiche causate da cadute o incidenti

Altre lesioni dei tessuti molli

OTR Ortopedia - Altre lesioni dei tessuti molli - Tutore polso - Dr. Gibaud

Con la terminologia “tessuti molli” si intende a livello medico tutto ciò che non possiede la medesima densità dell’osso. La fisioterapia nel danneggiamento dei tessuti molli è sicuramente un plus non indifferente che riduce l’infiammazione, accelera la fase di guarigione, scongiura una delle conseguenze più marcate quali la rigidità delle articolazioni o la tensione muscolare e riduce il dolore

Rizoartrosi

Buongiorno lettori, oggi vogliamo aprire una parentesi dedicata a piccoli episodi di vita quotidiana: spesso, infatti, i nostri cari e fedeli clienti cercano risposte oltre che conforto nelle parole delle nostre esperte, disponibili ed empatiche collaboratrici e nella loro tempestiva capacità di trovare soluzioni e propensione ad elargire consigli per garantire il benessere della persona che si è affidata a noi. Per questo motivo, oggi vogliamo trattare di una patologia che ha colpito alcuni tra i nostri pazienti, sostenendo quanto sia estremamente essenziale coglierne i primi sintomi, non sottovalutare la problematica ed agire con prontezza, dal momento che oggigiorno vengono proposti anche rimedi conservativi, oltre che chirurgici in casi piuttosto complicati ed estremi: la Rizoartrosi.

Partiamo con l’esplicitare cosa sia la Rizoartrosi, le sue modalità di manifestazione, precisando che noi possiamo intervenire quando si tratta di optare per un intervento conservativo, per esempio per l’inserimento di un tutore esterno che possa agire sulla mobilità del pollice (la zona interessata) per limitarne il più possibile i movimenti e, di conseguenza, il dolore.

Effettivamente tale patologia colpisce le mani, soprattutto quelle dei nostri cari nonni, dei nostri clienti che si trovano in un’età più avanzata, principalmente intacca la zona in cui è situato il pollice ovvero l’articolazione trapezio-metacarpale, in cui è localizzato questo dolore persistente e continuo, in particolare al movimento dello stesso, ma percepibile anche in un momento di staticità. Ogni attività, anche quella che può essere considerata un’azione semplice e banale come per esempio aprire la porta della propria casa girando la chiave all’interno della serratura o tentare di aprire una bottiglia d’acqua, causa dolore e vengono riscontrate difficoltà.

Tutti quei gesti apparentemente spontanei nella loro naturalezza possono causare un logoramento della cartilagine, tutti quelle movenze, dinamiche o meno, che implicano una serie di successioni dei medesimi movimenti possono comportare l’usura graduale (o talvolta improvvisa) della cartilagine.

La base del primo metacarpo costituisce una delle parti del corpo maggiormente utilizzata, se prestiamo attenzione alle nostre seppure minimali attività giornaliere e se riflettiamo estrapolandole dalla loro mera autenticità e dalla loro disinvoltura, possiamo notare quanto siano costantemente in esecuzione, quanto siano incessantemente impegnate le nostre mani. Oltre a quel lancinante e progressivo dolore alla base del pollice, un’altra caratteristica sintomatica che può apparire con lo scorrere del tempo è una tumefazione proprio in quella base. Con il termine tumefazione si intende il gonfiore della parte interessata, tale gonfiore viene determinato dal fatto che, a furia di logorarsi, la base tende a scivolare non trovando più il corretto appoggio e riscontrando l’iperplasia del tessuto connettivo.

Come fare per evitare un peggioramento della patologia, trovandosi nello status iniziale della stessa, considerando che sarebbe alquanto pretenzioso propendere per un mero inutilizzo delle mani stando fermi? E’ una pratica che in mancanza di un elemento estraneo e solo in “autogestione” non può essere duratura. E come possiamo essere utili noi di OTR Ortopedia? Noi saremo presenti nella fase preventiva e possiamo esserlo anche nell’opzione “terapia conservativa” e non invasiva. Più precisamente noi possiamo offrire dei tutori, ottimizzati in relazione allo stadio ed al livello che la patologia ha raggiunto: i nostri tutori consentono stabilizzazione nonché ordinaria funzionalità della mano, è da utilizzare in primis nel corso della giornata, per essere da supporto alla cartilagine in via di usura e consentire un ritardo nel processo di cambiamento della stessa, un aiuto concreto e pratico nelle attività meccaniche e manuali e un supporto nel consentire un certo sollievo al dolore provocato, il gonfiore, in generale l’infiammazione che è stata generata, accompagnati quindi dall’assunzione di antinfiammatori.

Un esame radiologico darà la possibilità di confermare la diagnosi di Rizoartrosi, talvolta le limitazioni a livello di mobilità e le risoluzioni precedentemente elencati non bastano per ammortizzare il peggioramento, per questo ci si rivolge agli specialisti, che terranno in considerazione un altro trattamento optando per le infiltrazioni locali o per delle tecniche chirurgiche.

In ambito chirurgico, ecco gli interventi più frequenti nella risoluzione del problema:

  • artroplastica: essa consta nella totale ricostruzione dell’articolazione attraverso di protesi;
  • artrodesi: si tratta dell’unione in modo tecnico delle ossa articolari trapezio e primo metacarpo, al fine di riportarli allo status iniziale;
  • artroscopia: con quetsa oeprazione intendiamo l’asportazione di una sezione dell’osso carpale trapezio;
  • asportazione del solo trapezio ed inserimento di spaziatori in Pirocarbonio o altri materiali sintetici (cos’è il Pirocarbonio e perché viene utilizzato proprio questo materiale? Esso è il materiale maggiormente utilizzato, insieme al silicone, per la ricostruzione di impianti protesici creati esclusivamente per le articolazioni della mano,  è un materiale inattivo, biocompatibile, quindi non genera alcune conseguenze negative entrando in contatto con l’organismo umano, possiede una certa elasticità simile a quella caratterizzante la cartilagine, disone di un elevato livello di resistenza all’usura;
  • trapeziectomia o emitrapeziectomia più artroplastica con tenosospensione: rimozione totale o parziale del trapezio e frapposizione di uno spaziatore derivante da un tendine affine arrotolato.

“Guida” alle FFP2

I modi per tutelare, salvaguardare, prendersi cura e migliorare l’andamento di una vita umana sono infiniti.
Tra questi figura sicuramente l’accortezza nel fare chiarezza, e far interiorizzare le informazioni corrette.

Proponiamo quindi una sorta di manuale di isruzione delle FFP2, con consequenziali delucidazioni/consigli…

Cosa sono le FFP2?

Con tale terminologia si intende: F: FILTERING – F: FACE – P: PIECE
ergo MASCHERINE FILTRANTI FACCIALI.

Dispositivi ottimali non solo per la salvaguardia altrui, ma anche per la protezione individuale. Pensate che vengono indossate dal personale sanitario nei reparti delle malattie infettive, proprio per gli strati che le compongono ed i loro materiali, detentori di un elevato livello di capacità di filtraggio dell’aria, persino delle particelle più piccole.

Gli strati...

Le proprietà di ogni strato variano in relazione alle funzioni per cui sono state concepite:
I) lo strato ESTERNO protegge dalle particelle più grandi;
II) lo strato INTERMEDIO è formato dal tessuto MeltBlown, esso è costituito da microfibre in polipropilene, componente ideale per via della sua natura idrofobica ed idrorepellente (resistente quindi alla penetrazione dell’acqua), in grado di filtrare le particelle più piccole;
III) il terzo strato è quello direttamente a contatto con il nostro viso, garantisce il mantenimento della forma della mascherina stessa e funge da una sorta di “distanziatore” in quanto protegge la mascherina dalla potenziale umidità prodotta con il respiro o con i colpi di tosse.

“Tipologie” di FFP2

FFP2 con certificazione europea

N95 con certificazione americana

KN95 con certificazione cinese

Cosa cambia tra le tre?

Nulla a livello strutturale, la sostanziale differenza è in termini di certificazione, quindi concerne i vari test effettuati prima di inserire tali prodotti sul mercato, test che vertono sulla resistenza respiratoria, sulla sicurezza circa l’aderenza sul volto e la scongiura di eventuali “buchi d’aria” e (quella europea li prevede) test sulla protezione di sostanze liquide diffuse come i droplets (le goccioline emesse, per esempio, starnutendo o tossendo). In relazione alla certificazione, sono diverse anche le modalità di effettuazione del test o per meglio dire per testare la capacità di filtraggio, la norma prevede l’esposizione a delle particelle inquinanti, precisamente sia l’esposizione ad un aerosol di particelle di cloruro di sodio, la cui inalazione andrebbe ad intaccare i polmoni, sia ad un aerosol di particelle di olio di paraffina, una sostanza liquida (così da valutare non solo gli elementi allo stato solido, ma anche quelli allo stato liquido).

La certificazione CE

Possedere il marchio CE attesta che il prodotto e la documentazione correlata ad esso sono stati valutati da un ente riconosciuto dall’Unione Europea, ente che afferma il rispetto dei requisiti previsti e consente al produttore di inserirlo nel mercato.

Un piccolo controllo sulla mascherina per verificare la validità della stessa… Come?

  1. La dicitura CE non deve essere propriamente “unita”, è presente un piccolo spazio tra le due lettere;
    N.B. il codice CE 2163 (UNIVERSALCERT) è a norma.
  2. il marchio CE è seguito da un codice numerico, il quale corrisponde al codice identificativo della Certificazione, il nome del produttore, il modello della mascherina, la norma alla quale “fa fede” e la classe di filtrazione.

ELENCO DEI CODICI CERTIFICATI CE NON A NORMA QUINDI ATTUALMENTE NON ATTENZIONATI:

  • ICR (Polonia) CE 2703
  • CELAB (Italia) CE 2037
  • ECM (Italia) CE 1282
  • ISET (Italia) CE 0865
  • TSU (Slovacchia) CE 1299

DURATA E UTILIZZO: massimo 8 ore e non può essere effettuato il loro lavaggio al fine di un riutilizzo.

Cos’è la Malattia di Paget

Cos’è il morbo di Paget?

Si tratta di una malattia cronica, essa genera un’importante diversificazione della struttura ossea, in quanto rende le ossa indebolite, molli ed estremamente rarefatte e di conseguenza maggiormente e facilmente “inclinabili” e “modellabili”. Utilizziamo questi due aggettivi tra virgolette in quanto per ovvi motivi non risulta minimamente semplice per chi ne soffre: la degenerazione infatti è progressiva e sempre più accentuata con lo scorrere del tempo, il suo processo iniziale risulta asintomatico, a tal punto da non consentire l’individuazione della malattia che talvolta viene confusa con altre patologie, ma successivamente il dolore diventa sempre più lancinante, intenso, in particolare di notte a causa della posizione distesa adottata per riposare, esso può distinguersi tra dolore nevralgico (causato quindi dalla compressione dei nervi) o profondo (originato dall’osso stesso), la rigidità dell’osso da origine anche a quella muscolare inducendo il paziente ad essere molto affaticato.

E’ una patologia molto rara, è solita colpire il bacino provocando una sua variazione, il cranio generando un ingrandimento dello stesso e quindi una sporgenza della fronte nonché la dilatazione delle vene, il femore apportando visivamente ad una curvatura della gamba interessata, ad ogni modo, pur essendo circoscritta in una determinata area, questa valutazione non preclude la diffusione e l’estensione andando a toccare anche le altre parti site intorno alla zona corporea già attaccata, sebbene sia un caso fuori dall’ordinario. Tibia, vertebre, clavicola e omero sono invece colpite in minor scala.

Le lesioni derivanti da tale malattia sono attiva a livello metabolico ed anche altamente vascolarizzate, in breve questo cosa comporta? Genera un’accelerazione della deformità ossea ed una rapida degenerazione di certo improvvisa provocata da un lato dalla reattività del metabolismo e al contempo dalla mole esosa di vasi sanguigni presenti.

La formazione dell’osso nel classico ciclo di risanamento non avviene in quanto fermata dalla rapidità con cui l’osteoclastia si diffonde, l’osso sarà molto irregolare e privo di una disposizione funzionale. L’osso così formato non giunge a maturazione, poiché viene distrutto dall’accelerata osteoclastia. Ne deriva la costituzione di un osso molto irregolare, senza una disposizione funzionale.

Le cellule che compongono il tessuto osseo, dette Osteoclasti, svolgono una funzione regolatrice per mantenere l’equilibrio consono tra ioni calcio e fosforo, equilibrio che viene meno nei pazienti che soffrono della sindrome di Paget, vista anche la forma anomala (più grandi e contenenti molti nuclei) che la cellula assume man mano che la malattia prende piede. Anche gli Osteblasti non compiono la loro funzione nella maniera ottimale, proprio per via del loro aspetto atipico che apporta la riproduzione di un tessuto osseo troppo grossolano rispetto alla norma. L’iperattività di tali cellule può essere la responsabile della comparsa dell’osteoperosi.

Una delle conseguenze può essere rinvenuta dai reperti RX si tratta delle potenziali microfratture laterali su tibia e femore, in più il calcio sierico (presente nel sangue) a causa dell’immobilizzazione e dell’iperparatiroidismo potrebbe aumentare. 

Di fronte tali complicanze è chiaro che è molto difficile trovare una cura permanente che possa essere ideale per sopperire a questo status, ma in cosa possiamo essere utili noi di OTR Ortopedia? L’andatura patologica generata dall’incurvamento degli arti inferiori può essere corretta attraverso l’utilizzo di alcuni apparecchi ortopedici, rallentando quindi il processo degenerativo della zona interessata; talvolta invece bisogna ricorrere alla chirurgia ortopedica intervenendo con proposte di gran lunga più definitive ma con risvolti maggiormente visibili: sostituzione dell’anca o del ginocchio rappresentano le soluzioni comunemente appoggiate.

Il tapis roulant giusto per te…

Tapis Roulant

OTR Ortopedia si prende cura di te migliorando la qualità della tua vita e lo fa investendo su prodotti che si rivolgono ad un ampio ventaglio che ospita ogni fascia d’età. Lo scopo è quello di agire in maniera preventiva e, come in questo caso, favorire l’assunzione di sane abitudini nello svolgimento della propria routine: vi presentiamo quindi il nostro Tapis Roulant, una valida opzione per coloro che, causa fretta, per motivi lavorativi ed altre ragioni, risultano impossibilitati a ritagliare del tempo per effettuare un allenamento mirato recandosi in palestra, per questo vi consigliamo di ritagliare un piccolo spazio nella vostra abitazione puntando a rimettersi in forma direttamente nella propria casa, così da ottimizzare il proprio tempo il più possibile.

Prediligere questa condizione sta diventando sempre più frequente: si traduce in un investimento a lungo termine (ed utilizzo) senza pari per la propria comodità, per la propria salute, per il proprio benessere.

Il tapis roulant, tra tutti i macchinari, è sicuramente quello che apporta dei risultati più immediati e visibilmente tangibili per la sua duplice funzionalità nello smaltire la massa grassa, bruciare calorie, monitorare la propria resistenza allo sforzo e nell’aumentare la massa muscolare o definire muscoli già sviluppati, ricorrendo alla classica camminata sul piano che esso offre.

Anche la gestione della sua presenza nella camera adibita deve essere considerata, per questo la possibilità di chiuderlo essendo pieghevole (e di riaprirlo all’occorrenza) risulta molto efficiente nonché ovviamente garante di minor spazio occupato.

Il tapis roulant da noi offerto è elettrico, ergo a motore, uno strumento professionale che garantisce sia la corsa che la camminata, tralasciando quelle caratteristiche che accomunano ogni modello, possiede un piano di corsa più lungo e, un surplus sicuramente non da sottovalutare, offriamo un servizio di assistenza veloce e gratuita.

MODASANA – Le calze pensate per la tua femminilità ma anche per il tuo benessere

“Le calze pensate per la tua femminilità e anche per il tuo benessere”, ma prima di addentrarci sui prodotti e sulle caratteristiche che essi hanno, sulle loro funzionalità, vorremmo precisare e trattare del concetto che sta alla base della loro efficacia: la terapia compressiva, suggerita nella cura delle patologie venose e linfatiche.

Tramite il trattamento (le cui tempistiche variano anche in relazione al livello del problema in questione) si riesce a sostenere il proprio corpo, ad attutire dolore e gonfiore nonostante si debba fare i conti con un sistema venoso insufficiente. 

La terapia compressiva consta della pressione che agisce sulla superficie delle vene così da minimizzare il loro diametro e massimizzare la velocità di scorrimento del sangue, in modo tale da generare per l’appunto il miglioramento della circolazione del sangue e effettuare un processo preventivo delle vene varicose, delle ulcere venose degli arti inferiori e per problemi linfatici.

Andando nello specifico, le calze preventive possono essere un aiuto, anzi lo sono a livello effettivo. La prevenzione in alcuni casi è importantissima, soprattutto nel momento in cui lo status è quello di non essere considerato appartenente ad un caso per il quale bisognerebbe agire medicalmente o terapeuticamente, ma allo stesso tempo non rientra nel “fuori pericolo” per varie cause che possono essere sia genetiche che consequenziali al susseguirsi di una determinata routine per esempio sedentaria.

Le calze medicali/terapeutiche, invece, possiamo dividerle per classi (prima, seconda, terza e addirittura quarta classe) in relazione alla gravità del problema, sono quindi un dispositivo medico in quanto agiscono direttamente su una problematica già avviata, come per esempio (per quanto concerne la terza classe) la cosiddetta trombosi venosa profonda la quale provoca un coagulo di sangue in una vena della gamba causando dolore, gonfiore o rischi anche più estremi come un’embolia polmonare. 

Cosa pensi della terapia compressiva? Hai mai provato i nostri prodotti a livello preventivo?

La comodità del Letto elettrico elevabile

Sembra infondato come concetto, ma un letto non solo comodo ma anche “ottimizzato ad hoc”, appositamente per le esigenze di coloro che ne usufruiscono, è alla base di una degenza quanto meno più piacevole. Il letto giusto potrebbe garantire meno intensità al mal di schiena che i nostri nonni accusano proprio per via della classica e costante posizione sdraiata adottata per un lungo periodo; il letto giusto potrebbe favorire quella parvenza di indipendenza, molto importante per l’umore e la psiche delle persone non totalmente autosufficienti; il letto giusto potrebbe agevolare le movenze e le attività di sussistenza, nelle operazioni offerte dalle persone che si prendono cura di essi. 

I letti elevabili sono fruibile in particolare negli ospedali, nelle case di riposo, ma il comfort di averlo a casa permettendo alla persone che si riposa di essere tra le mura della propria dimora risulta essere sempre più ricercato e conclamato sia per una questione di rassicurante tepore avvertito dall’anziano trovandosi nella propria abitazione, sia per una maggiore praticità potenzialmente adottata da coloro che lo circondano (qui in OTR Ortopedia è possibile anche noleggiarlo).

Avvertito dall’anziano, così come da coloro che hanno subito interventi chirurgici di una certa importanza e sono costretti a letto per favorire una ripresa più rapida, dalle persone con disabilità, da chi non è efficiente nella conduzione dei movimenti.

Cosa si intende precisamente per letti elevabili? Sono tutti quei letti in grado di far cambiare con molta dimestichezza la posizione della persona che si trova su di esso, con più facilità ed immediatezza possibile, al minimo sforzo, opponendosi quindi anche all’eventuale pericolo dell’insorgere delle piaghe da decubito.

Anche la loro forma ed i materiali che li compongono sono ottimizzati per una buona ripresa: la struttura in legno infatti, grazie al potere della percezione, fa avvertire un ambiente accogliente, la rete di metallo invece è molto resistente al peso talvolta corposo dei pazienti e ciò assicura l’evitare di logorare la parte inferiore, sede del motore che predispone i movimenti.

Oltre al sistema elettrico, alcuni letti sono caratterizzati dal sistema manuale. Mentre i letti elevabili elettrici possiedono per l’appunto il motore guidato e comandato dai pulsanti presenti sul telecomando (ed i comandi variano in quantità in relazione alle varie funzioni accessoriali che ogni letto possiede di fabbrica), i letti elevabili manuali possiedono una oppure due manovelle alla nella parte davanti del letto, ruotando questa manovella si favorisce l’innalzamento o l’abbassamento della rete quindi del materasso, così come (in caso di due manovelle) l’alzamento della schiena o delle gambe.

Anche la parte conviviale di un pranzo senza dover sottostare a rigide manovre scomposte e coordinate viene rinvigorita.

Per quanto concerne la parte accessoriale, sicuramente le sponde di contenimento risultano essere un accessorio estremamente utile, il paziente e i propri cari sono consapevoli di quanto egli sia al sicuro, sarà impossibile cadere nel corso dello stato di dormiveglia o durante il riposo pomeridiano; le rotelle piroettanti ed anche i freni associati: un plus che ancora di più favorisce gli spostamenti; il triangolo alza persone, che funge da appoggio per il paziente nel tentativo di alzarsi o posizionarsi meglio.

 

Aerosolterapia: Procedura d’azione della terapia inalatoria

L’autunno preannuncia l’arrivo di correlati cambiamenti climatici, di indecisione nella scelta dell’outfit e con essi talvolta anche il nostro stato di salute subisce delle variazioni proprio a causa di tali sbalzi di temperatura repentini e dell’aver indossato un outfit poco adatto ai gradi determinanti.
Questa stagione porta quindi con sé i primi strascichi problematici alle vie respiratorie, sta a noi portare avanti un approccio preventivo in relazione all’abbassamento non solo delle temperature ma anche delle difese immunitarie.
Uno degli strumenti più utilizzati in questo periodo è proprio l’aerosol: un apparecchio medicale ottimo per la cura di patologie alle vie aeree, dal potere estremamente rigenerante nonché efficace considerata l’assunzione dei medicinali nella loro interezza. Il suo funzionamento garantisce la produzione della dispersione di una soluzione in un mezzo gassoso, consente quindi la riduzione dei farmaci allo stato liquido in piccolissime particelle.

Oggi vogliamo riassumere il processo scientifico che si cela dietro l’aerosolterapia.

La Nebulizzazione consente ad una soluzione il passaggio da uno stato liquido ad uno gassoso: generando delle minuscole particelle altrimenti visibili sotto forma di impercettibili gocce per poi raggiungere la fase di evaporazione.

Nel suddetto caso, la soluzione nebulizzata, la quale contiene il farmaco, attraversa le vie aeree e viene assorbita molto rapidamente per via dell’estensione dell’epitelio alveolare e delle membrane mucose del tratto superiore dell’apparato respiratorio.

Quest’ultimo è formato da: cavità nasali, bocca, faringe, nasofaringe, laringe. Il tratto inferiore dell’apparato respiratorio è invece formato da trachea, bronchi, bronchioli, polmoni, diaframma intercostale (muscoli respiratori).

 

La terapia per via aerosolica viene riconosciuta come la soluzione più efficace nel trattamento delle patologie delle basse vie respiratorie.

Ci sono quindi due fattori che implicano con concretezza la rapidità di assorbimento a livello polmonare consequenziale all’inserimento del farmaco nel nebulizzatore: l’estensione e la sottigliezza dell’epitelio alveolare, dettagli che stanno alla base del processo. 🧐🧐🧐
Quando si parla di epitelio ci si riferisce sostanzialmente di cellule, quindi per esempio anche la pelle ha il suo epitelio, cambiano semplicemente il tipo di cellule che lo compongono squamose, ciliate (quelle nasali), etc… così allo stesso modo è presente l’epitelio del tessuto polmonare, tali cellule sono molto molto sottili, in più il tappeto, come appunto accennavamo, è molto esteso quindi i gas lo attraversano subito e l’assorbimento è rapido così come il passaggio al sangue. 🧑‍⚕️🧑‍⚕️🧑‍⚕️
Un approfondimento: i gas dell’anestesia sono un esempio lampante, proprio per questo ci si addormenta subito… Gli anestetici in particolare agiscono molto in fretta non solo per questa sottigliezza delle pareti, ma anche perché la membrana, essendo di natura lipidica, viene attraversata velocemente dalle sostanze liposolubili, ergo tanto più il farmaco è liposolubile tanto più attraverserà più facilmente e velocemente la barriera, la membrana…
 
L’arrivo autunnale sancisce anche il procedere del percorso scolastico e il caldo/freddo all’entrata ed all’uscita da scuola può causare malesseri ai nostri piccoli, i quali sono sempre un po’ restii di fronte all’assunzione di quei farmaci dal cattivo gusto e ci invitano a premunirci di succhi di frutta pronti ad essere bevuti in seguito al medicinale per coprirne il sapore.
La medesima dinamica accade con l’aerosolterapia, complici anche da un lato la loro vivacità e la noia nello stare attenti al fine di adagiare perfettamente sul viso la mascherina, tenerla in modo consono così da non disperdere la soluzione nell’aria e rendere vano e sterile il trattamento, e dall’altro lato il classico rumore fastidioso che alcuni non riescono minimamente a tollerare.
Ma oggi, con l’invenzione dei nuovi aerosol di ultima generazione nati appositamente per i nostri bambini, si può in qualche modo ovviare a questa tipologia di problemi. Chiaramente gli elementi che compongono l’attrezzatura non sono cambiati: ampolla, tubo e mascherina sono difatti le costanti, ma le variabili renderanno questa formula più “invitante”, “appetibile” ed ottimizzata proprio per tuo figlio!!! Il design della strumentazione e i dettagli disegnati faranno percepire rilassamento e trasmetteranno tranquillità al tuo bambino, che vivrà il trattamento come un gioco proprio perché presentato in queste sembianze.
A quanto pare, oltre all’occhio, anche l’udito vuole la sua parte! E gli aerosol ad ultrasuoni risultano essere non solo silenziosissimi ma anche molto rapidi, nel post di ieri vi abbiamo mostrato alcuni modelli. In generale, possiamo classificarli in delle grandi famiglie: gli aerosol cosiddetti “a membrana”, che svolgono un iter un po’ più lento e rumoroso, e gli aerosol “pneumatici” o a “pistone”, ideali per coloro che prediligono l’ottimizzazione del tempo e programmano i movimenti da scandire nel corso della giornata…ed altri ancora!

Come prevenire l’Epicondilite?

Sai cosa si intende con la dicitura “gomito del tennista”?
Questa espressione, medicalmente detta “epicondilite”, solitamente è ricollegata ad un importante sforzo e sovraccarico del gomito che porta ad “un’infiammazione” del tendine (la parte che unisce il muscolo e l’osso) con un consequenziale dolore molto acuto, sia al tatto (per esempio quando si vuole prendere un oggetto) che alla pressione (nel momento in cui vengono effettuati movimenti ripetitivi con la medesima parte del corpo in questione, i quali a loro volta garantiscono anche l’estensione delle dita che compongono la mano e del polso).
Gli individui più propensi a soffrirne sono statisticamente coloro che per via dello svolgimento di determinate attività sportive (come appunto il tennis) o lavorative (per esempio i classici lavori d’ufficio o al computer) mantengono in tensione i muscoli interessati di cui sopra.
È un disturbo comune, una patologia degenerativa, talvolta il mero riposo dell’arto non è di sollievo, per questo offriamo i prodotti giusti per prevenire eventuali rapidi peggioramenti protratti nel corso del tempo!
La nostra azienda infatti tratta anche la linea dr Gibaud sport: i prodotti che offre possono essere utilizzati in maniera preventiva…oltre che curativa!
certo, è fuorviante associare l’epicondilite solo ed esclusivamente all’attività sportiva, nel suddetto caso al tennis, ma i movimenti che il tennista effettua nel corso dei vari set lo rendono più predisposto a tale infiammazione:
– sbagliata interpretazione del gesto tecnico che provoca tensione sulla parte interessata
– utilizzo di racchette troppo rigide o, al contrario, troppo leggere, con corde troppo tese
– impugnatura troppo grande o troppo piccola delle racchette
– sviluppo del match in superfici bagnate, lisce, che portano i muscoli alla contrazione. 
Come dicevamo inizialmente, sarebbe estremamente riduttivo collegarlo ad una singola categoria, basti pensare che l’infiammazione può avvenire anche per i seguenti motivi:
– un piatto o un bicchiere sollevato in maniera brusca
– l’acqua versata tenendo una bottiglia o una caraffa, che porta allo sforzo del gomito
– una semplice stretta di mano
– l’apertura di una serratura
– strizzare un asciugamano bagnato.
Premiamoci con gli atti di prevenzione!
Il tuo benessere conta, per questo motivo ci preme sottolineare l’esistenza di un piccolo accessorio che può fare la differenza nel corso degli esercizi che andrai a svolgere! A volte utilizzare determinati prodotti aggiuntivi può arrecare fastidio, irritazione, deconcentrazione dalla serie da intraprendere, ma i prodotti della linea Gibaud sono così comodi da essere impercettibili ed allo stesso tempo funzionali!
L’elastico presente sul tessuto ha una funzione compressiva proprio per facilitare il miglioramento della circolazione del sangue, esercitare una certa pressione sugli arti è la chiave di volta dell’articolo.
Spesso capita che una calza, un bracciale, un qualsiasi altro tipo di prodotto di stoffa, scivoli via, tendi ad abbassarsi, in tal caso il silicone che compone l’elastico crea una sorta di attrito che permette la tenuta esattamente della posizione in cui lo abbiamo inserito!
È realizzato in tessuto in fibra tencel, quindi superecologico! Come? Per la sua produzione (derivante per esempio da eucalipto o faggio) non vengono utilizzati i classici modi tradizionali, bensì altre tecnologie moderne e sostenibili che garantiscono quindi l’uso di solventi non deleteri per l’ambiente possibilmente privi di processi di estrazioni chimiche ergo anche riciclabili.
Lo sai inoltre che viene facilitata l’esecuzione della propriocezione?? La propriocezione costituisce una serie di esercizi che creano mancanza di equilibrio, con lo scopo di amplificare i riflessi, di riattivare i muscoli in modo celere.
Insomma… Tonificare e mantenersi in forma non è mai stato così semplice!